Arrivato decisamente in ritardo rispetto alla fine della serie TV di riferimento, Prison Break: The Conspiracy vi calerà nell’ambientazione della prima stagione del telefilm di riferimento, facendovi vivere gli eventi narrati in televisione da un punto di vista completamente diverso grazie all’introduzione di un personaggio anonimo ed alternativo. Il vostro alter ego, infatti, sarà un detenuto che mai è stato presente in Prison Break. Questo vi darà la possibilità di interagire con gli altri prigionieri in maniera completamente nuova, osservandone i comportamenti che richiamano fedelmente quelli che probabilmente avrete imparato a conoscere.
Appena iniziata l’avventura, però, l’entusiasmo scaturito dalla fedeltà con cui è stata riprodotta l’ambientazione verrà immediatamente minata da un gameplay decisamente non all’altezza della situazione e tutt’altro che al passo con i tempi. L’impostazione che gli sviluppatori hanno dato all’evolversi degli eventi assume infatti una linearità a tratti disarmanti, con i vostri compiti che si ridurranno praticamente sempre dall’andare dal punto A al punto B, recuperare un oggetto e tornare al luogo di partenza.
Le “missioni” vi verranno assegnate dagli storici detenuti del penitenziario di Fox River durante l’ora d’aria nel cortile, dove potrete anche ingaggiare delle sorte di combattimenti che però non andranno sicuramente ad entusiasmare il giocatore per la loro semplicità. Una componente importante è invece rappresentata dalle sezioni stealth, visto che le vostre scorribande non saranno autorizzate dai secondini, e di conseguenza
dovrete fare di tutto per evitare di farvi scoprire. Purtroppo, però, anche questo interessante spunto cade a pezzi di fronte ad una linearità anche in questo caso lampante sin dalle prime battute di gioco. Le guardie seguono infatti dei “binari” pre stabiliti che vi permetteranno di studiarne il comportamento in una manciata di secondi ed
agire di conseguenza senza troppe difficoltà.
L’unica nota positiva, tirando le somme, rimane l’ambientazione fedelmente riprodotta ed un comparto grafico di discreto valore. Troppo poco però per risollevare le sorti di un titolo che avrebbe avuto il potenziale per entusiasmare milioni di fans, ma che inesorabilmente fallisce senza troppe attenuanti.





