La demo di Heavy Rain è divisa sostanzialmente in due, con la prima parte in cui vestiremo i panni del detective Scott Shelby, mentre nel secondo livello che ci viene mostrato impersoneremo Norman Jayden, un agente della FBI impegnato nella risoluzione del caso dell’Origami Killer. Prima di continuare nella lettura, però, è nostro dovere informarvi che l’articolo contiene alcuni spoiler riguardanti la versione demo del gioco e di riflesso anche quello che sarà il titolo completo. Se non volete rovinarvi qualche sorpresa e preferite sperimentare le due situazioni qui presentate senza sapere a cosa andate incontro, fermatevi ora nella lettura.
…siete ancora qui? Ottimo! Allora possiamo andare avanti e descrivervi quella che secondo il nostro modesto parere è veramente un’esperienza da provare a gustare fino in fondo. Premiamo il pulsante start ed entriamo nel modo di Heavy Rain e nel caso dell’Origami Killer.
Come già anticipato in apertura di articolo, in questo frangente controlleremo il detective privato Scott Shelby, un uomo sulla cinquantina afflitto da problema asmatici, i quali si vanno accentuandosi nelle giornate di pioggia… ironia della sorte. Inizialmente dovremo guidare il nostro nuovo amico da una parte all’altra di un vicolo, dove ci verranno insegnati i rudimenti alla base del gameplay. I movimenti del personaggio avvengono con la levetta destra e la pressione simultanea di R2, mentre il movimento del solo stick analogico servirà a guardarsi attorno. L’interazione con l’ambiente avviene tramite la pressione dei tasti che vi verranno indicati sullo schermo, i quali possono chiamare in causa semplicemente i pulsanti dorsali, oppure chiedervi di effettuare delle rotazioni con lo stick analogico destro. Le azioni richieste appaiono il più delle volte strettamente correlate con il movimento che sarebbe veramente richiesto nella vita reale per effettuare tale movimento, e di conseguenza il tutto appare realistico, intuitivo e dannatamente fluido.
Tornando a Shelby, abbassando la levetta analogica destra spegniamo il motore della la nostra automobile, e con un successivo spostamento verso sinistra apriamo la portiera ed usciamo. Subito ci balza agli occhi la dettagliatissima grafica, che farà ampio sfoggio di sé nelle battute immediatamente successive della demo. Con calma ci addentriamo nella buia via, dove ci viene ricordata la possiblità di premere L1 al fine di cambiare la visuale di gioco, così da poter osservare l’ambiente da una differente prospettiva. Ciò che più affascina in Heavy Rain, infatti, è quell’approccio riflessivo ed a tratti anche rilassante che spesso nei videogiochi dei nostri giorni sembra essere totalmente assente, permettendovi di gustare ogni momento dell’avventura e di apprezzare ogni piccolo dettaglio del mondo circostante. Questo aspetto viene accentuato grazie alla possibilità, tramite il grilletto R2, di ascoltare in ogni momento i pensieri del nostro alter ego virtuale. Questa operazione può rivelarsi utile sia al fine di contestualizzare la propria presenza in un certo luogo, sia per notare alcuni elementi dello scenario che potrebbero esser sfuggiti al nostro occhio.
Proseguiamo il nostro percorso entrando in uno sgangherato motel, al cui interno dovrebbe trovarsi una ragazza di nome Lauren Whinter. Chiediamo quindi informazioni alla reception, dove convinciamo il gestore dell’albergo ad indicarci la camera che cerchiamo dopo averlo persuaso rimediando alla sua “amnesia” lasciando sul bancone una banconota da 5 dollari con un rapido movimento dello stick analogico destro. Saliamo quindi le scale e bussiamo alla porta della ragazza, che si scopre essere una prostituta. Spacciandoci per un cliente entriamo nella stanza, ma dopo pochi attimi riveliamo la nostra identità, che come prevedibile si rifiuta di collaborare alle nostre indagini non acconsentendo a fornirci preziose informazioni nel caso dell’Origami Killer. A questo punto attorno alla testa di Scott Shelby iniziano a roteare tre simboli – quadrato, X e cerchio – ognuno dei quali indica un possibile comportamento da adottare in quella situazione. Si può infatti scegliere di essere comprensivi, insistere nel farsi dire qualcosa oppure si può optare per cercare di convincere la donna. Noi scegliamo questa ultima opzione, ed adottiamo poi un approccio aggressivo per cercare di persuadere la nostra interlocutrice che il suo mancato aiuto potrebbe portare alla morte di altre persone. A questo punto sembra che la tattica abbia avuto successo, e ci viene offerta la possibilità di porre alcune domande per far luce sul caso. Mentre la madre ci racconta la sua storia, lo schermo si divide mostrano sulla sinistra l’emozione che pervade dal suo sguardo e che a volte rompe le sue parole, mentre sulla destra saremo liberi di muoverci nella camera come meglio crediamo. Scegliamo di sederci al suo fianco mentre la ascoltiamo. Una volta terminata la discussione ce ne andiamo lasciando dietro di noi un biglietto da visita ed una madre visivamente commossa.
Percorrendo il corridoio del motel incrociamo un ragazzo dall’aspetto sospetto, che notiamo andare a bussare alla porta di Lauren. Vista l’estetica del brutto ceffo non è difficile sospettare che possa accadere qualcosa di spiacevole alla ragazza, e ci viene quindi offerta la scelta di andarcene oppure di tornare indietro e dare un’occhiata alla situazione. Naturalmente optiamo per la seconda opzione, e dopo aver bussato energicamente alla camera, l’uomo esce con fare aggressivo. Come prevedibile da li a poco scatta la rissa, la quale viene affrontata dal giocatore premendo in sequenza i tasti e i movimenti degli stick indicati sullo schermo. Per quanto questa formula possa apparire scontata, la rissa ci coinvolge in maniera incredibile, e le azioni richieste rispecchiano con fedeltà le dinamiche dello scontro. Dopo aver incassato qualche duro colpo, mostriamo al malintenzionato di che pasta siamo fatti e riusciamo a metterlo in fuga dopo avergliele date di santa ragione. Una volta ricevuti i ringraziamenti della nostra nuova amica ci dirigiamo un po’ acciaccati verso la nostra automobile, pronti a ripartire per una nuova indagine.
Le impressioni scaturite da questo primo scampolo di gameplay sono decisamente ottime. Ciò che colpisce veramente di Heavy Rain è la profonda atmosfera che è in grado di ricreare, portando ad un elevato coinvolgimento emotivo del giocatore. Il tutto viene impreziosito da un comparto audio accuratissimo, ed anche per quanto riguarda il doppiaggio in italiano il livello raggiunto nella demo è ottimo. L’approccio atipico alla giocabilità, con il ruolo di protagonista conferito alla storia ed all’ambientazione piuttosto che all’azione frenetica dà veramente la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di nuovo, anche se degli esperimenti analoghi sono già stati tentati più volte in passato (basti pensare alla fortunatissima serie di Dragon’s Lair, la quale proponeva un gameplay ancora più restrittivo e maggiormente basato sull’animazione). Le nostre impressioni iniziali sono stato dunque confermate, ed in parte anche superate, da questo primo assaggio del gioco, dal quale abbiamo potuto apprezzare anche una qualità grafica al limite del fotorealismo (e qui ci si gioca tutto con Uncharted2) ed un’animazione facciale credibile come non mai.
Non lasciamoci però trasportare dall’entusiasmo e torniamo ora a concentrarci sul gioco, abbandonando i panni del paffuto detective e vestendo quelli del più giovane Norman Jayden, un agente della FBI chiamato ad investigare sulla scena di un omicidio. Oramai padroni del sistema di controllo scendiamo rapidamente dalla nostra vettura, e prima di avvicinarci al luogo del crimine ascoltiamo i pensieri del nostro personaggio, che sembra avere alcuni problemi di tremolio alla propria mano e, a differenza di Scott, sembra apprezzare particolarmente la pioggia. Dopo aver dato un’occhiata in giro ci avviciniamo ai due poliziotti che delimitano l’area delle indagini, e mostrando loro il nostro distintivo guadagniamo l’accesso alla zona incriminata. Nel giro di pochi attimi Norman indossa uno speciale paio di occhiali ad infrarossi, che con la pressione di R1 ci permetteranno di scansionare l’ambiente circostanze e di rilevare tracce ed indizi utili all’indagine. Avvicinandoci al cadavere della vittima dell’omicidio faremo la conoscenza con il tenente Blake, il quale è a capo delle indagini. Dopo esserci presentati potremo venire a conoscenza di alcuni importanti dettagli sul caso, ed avremo poi l’opportunità di continuare ad indagare analizzando il corpo della vittima. Con dei rapidi gesti dello stick analogico destro osserviamo attentamente il corpo oramai privo di vita, ricollegando i vari indizi agli altri raccolti sulla scena del misfatto. Da qui scopriamo che alcune tracce di sangue conducono all’autostrada che si trova sopra di noi. Tenendo premuti i pulsanti indicati con la giusta coordinazione saliamo quindi tra il fango fino ad arrivare al highway, dove troviamo altri due elementi utili alla nostra causa. A questo punto ci sembra di aver ricavato tutte le informazioni necessarie al proseguimento dell’indagine, e quindi saliamo in macchina ed abbandoniamo la location terminando la demo di Heavy Rain.
Anche in questo secondo stage di gioco le nostre impressioni sul titolo in esclusiva Playstation3 sono positive ed entusiastiche. L’approccio alla ricerca del colpevole appare totalmente diverso rispetto a quanto abbiamo potuto vivere a fianco di Scott Shelby, ed il tutto risulta così variato ed estremamente accattivante. Gli occhiali in dotazione a Norman aprono infinite possibilità al gameplay, consentendoci così di affrontare il gioco sia da un punto vi sta altamente tecnologico, sia alla “vecchia maniera”. Non bisogna inoltre dimenticare che in questa versione di prova siamo venuti a conoscenza solamente di due dei quattro personaggi che andremo a controllare in Heavy Rain: oltre a Norman Jayden e Scott Shelby vestiremo anche i panni di Ethan Mars e Madison Paige.
Tirando le somme di questa lunga anteprima possiamo dunque ritenerci entusiasti di fronte al gioco prodotto da SONY, il quale sembra veramente alzare l’asticella qualitativa nell’attuale generazione di videogiochi ed appare capace di proporre un approccio relativamente inedito e coinvolgente. Il tutto è stato impostato per apparire come una sorta di grande film interattivo, e ci conseguenza non aspettatevi nulla di frenetico. Il gameplay è volutamente lento e ragionato, ed andrà a premiare i giocatori che avranno la pazienza e l’astuzia di analizzare nei minimi dettagli gli ambienti di gioco. In relazione ai livelli testati in questa versione demo, ciò che appare davvero affascinante è che le azioni e le decisioni che abbiamo dovuto prendere avrebbero potuto assumere una piega completamente diversa. Durante la fase con Scott Shelby vi era la possibilità di adottare un’approccio diverso con la prostituta, e nel caso fossimo usciti battuti dalla rissa la storia avrebbe preso una piega differente. Durante il corso dell’avventura il nostro personaggio potrebbe perfino morire, ma questo non ci condurrebbe alla schermata di “game over”, ma semplicemente gli eventi evolverebbero prendendo atto dell’accaduto. I finali e gli sviluppi possibili, in quest’ottica, potranno quindi essere moltissimi, e la rigiocabilità del titolo sarà dunque più giustificata che mai. A questo punto, dopo le sensazioni positive che abbiamo potuto ricavare da questa prima esperienza con Heavy Rain, non ci resta che aspettare l’uscita del gioco prevista per il 26 Febbraio, invitandovi a leggere la nostra recensione completa nei giorni immediatamente successivi.




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12/07/2010
#1
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